Intervista di Sharon Rooney per CultNoise

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Molti conosceranno Sharon Rooney come la Rae Earl di My Mad Fat Diary, ma recentemente l’attrice scozzese con una nomination ai Bafta ha prestato la voce per l’associazione Justice for Women. Il singolo Daddy’s Gone, cantato da Sharon con l’aiuto del cast di Henry VI e la regista Phyllida Lloyd, è stato registrato per sensibilizzare il pubblico all’associazione benefica e raccogliere fondi a sostegno della causa. Così ho deciso di intervistare Sharon per scoprire come gestisce l’ansia da prestazione, la storia dietro la canzone ma soprattutto . . . quello di cui non può fare a meno.

CultNoise: Ciao Sharon! Grazie per trovato il tempo di parlare con noi. Congratulazioni per l’uscita del singolo Daddy’s Gone. Come è nata l’idea di questo progetto?

Grazie! Ѐ una canzone che avevo scelto durante le prove di Henry VI. L’ho fatta sentire alla nostra meravigliosa regista Phyllida Lloyd; le è piaciuta così tanto che ha deciso di inserirla nello spettacolo. Le prime impressioni sono state positive e il pubblico ha cominciato a chiedere di poterla comprare; così sono andata da Phyllida proponendole di rilasciare la canzone per raccogliere fondi da dare a Clean Break e Justice For Women. L’abbiamo registrata e abbiamo girato un video. È stata un’esperienza meravigliosa. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Phyllida.

CN: Quale pensi sia stato l’effetto di questa canzone e quale messaggio vorresti che arrivasse alle persone?

Spero che riusciremo a far conoscere queste incredibili organizzazioni benefiche e il lavoro che c’è dietro. Il messaggio che io ho preso da questa canzone, quando stavo lavorando al mio personaggio in prigione, è che “a volte le persone fanno delle cose che non possiamo controllare e non sempre è colpa nostra”. La canzone è ricca di significati e sentimenti che riescono a trasmettere qualcosa a chi ascolta.

CN: Ѐ un tema difficile da trattare; pensi che si potrebbe fare di più per mettere Justice For Women sotto i riflettori?

È vero, lo è, ma è anche molto importante! Quello che fanno è fondamentale per le persone che aiutano.

CN: Perché pensi che sia importante avere a disposizione questo tipo di sostegno?

Nessuna storia è mai solo bianca o nera. Vogliamo aiutare quelle donne. Vogliamo aiutarle a capire che hanno voce in capitolo.

CN: Come ha reagito il pubblico a questa canzone?

È stato davvero incredibile! Molte persone ci hanno aiutato a sostenere la canzone perché credono in questo progetto.

CN: I tuoi fan già ti avevano sentita cantare in My Mad Fat Diary. Non ti ha fatto paura cantare ed esporti in questo modo?

OVVIO! Non ho mai preso lezioni di canto e non è qualcosa di cui sono estremamente sicura, ma quando lavori con persone come Cynthia Erivo, Jackie Clune, Shilon Coke, Katie Robinson e Karen Dunbar (e tutte le altre straordinarie cantanti del team) che hanno delle voci meravigliose, devi continuare e ignorare quella voce che ti dice “tu non sei brava a cantare come loro”. Le ragazze mi hanno aiutata molto, così come Phyllida, quindi sono stata fortunata!!

CN: Adesso che progetto hai?

Stiamo per girare la terza stagione di MMFD!

CN: Dobbiamo chiedertelo assolutamente . . . Quali sono le cinque cose senza cui non potresti vivere?

Cellulare, Ipod, trucchi, le gomme alla menta di Wrigley e la Red Bull!
QUI potete acquistare il brano per sostenere Justice for Women!


Fonte

Articolo: Georgie Robbins

Traduzione: Martina Giovannelli

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