Sharon Rooney ha già vinto | THE SCOTSMAN

Sharon Rooney, la star di My Mad Fat Diary, sarà a suo agio ai Bafta Scozzesi di questa sera, ma i membri della sua famiglia potrebbero voler distogliere lo sguardo.

Sharon è terrorizzata per la cerimonia di premiazione dei Bafta che si terranno in Scozia questa sera; non è preoccupata perché potrebbe non vincere il premio come Miglior Attrice Televisiva “Essere nominati è già una vittoria,” dice la ventiseienne di Glasgow. “Sono semplicemente davvero contenta. Per me è come aver già vinto.”
E non è neanche perché non sa cosa indossare – sua madre ha selezionato un elegante outfit di Asos e, in caso Sharon dovesse cambiare idea all’ultimo minuto, dal momento che non è solita fare lavori di sartoria, ha una onesie che potrebbe sfoggiare sul red carpet. “E’ la tentazione di sentirmi comoda. Stavo scherzando quando l’ho suggerito, ma tutti continuavano a dire ‘Sì, fallo, è una buona idea.’ “

No, la ragione che la fa rabbrividire, che le fa mettere le dita nelle orecchie cantilenando “la-la-la”, è che è preoccupata per una clip della serie televisiva in onda su E4, My Mad Fat Diary, che verrà proiettata sul grande schermo del Radisson Blu per tutto il mondo, ma soprattutto sua madre e suo padre saranno seduti accanto a lei a guardarla.

I fan del celebre show – e ce ne sono molti, con 1.2 milioni di spettatori per episodio e un fedele seguito fin da quando il Britannico comedy-drama ambientato negli anni ’90 mandò in onda il primo episodio lo scorso anno – sapranno benissimo che le possibilità di imbarazzo sono infinite. E’ uno show onesto, divertente, straziante, che tratta dei problemi degli adolescenti, concentrandosi sul personaggio di Rae, una sedicenne in sovrappeso simpatica, triste, appassionata di musica e da poco uscita da un ospedale psichiatrico. Rae è fantastica solo che non riesce a vederlo, per questo passa i suoi giorni nella valle della profonda umiliazione. C’è quella volta in cui la sua gonna la tradisce, rivelando le tracce del suo mega-ciclo (evento avvenuto anche nella vita reale di Sharon, nel quale si era dimenticata di averlo e lo ha mostrato a tutta la città), c’è quello in cui finisce incastrata nello scivolo ad una festa in piscina con le cicatrici derivate dal suo autolesionismo sotto gli occhi di tutti, e c’è anche quello dove si masturba.

“Mio padre mi ha vista fare cose che nessun padre avrebbe dovuto vedere la sua bambina fare. Non l’ha ancora superata, la questione della masturbazione. Non ancora. C’è questo timore per la cerimonia di premiazione di non sapere quale clip manderanno in onda. Cosa succederebbe se mostrassero la clip in cui mi masturbo su uno schermo di 15 metri, davanti a una stanza piena di persone? Al tempo è stato senza dubbio divertente girarlo,” si lascia scappare una risatina.

“Semplicemente non ne parla,” continua, riferendosi a suo padre. “La sera in cui l’episodio era in TV noi ci sedemmo a guardarlo insieme come al solito, io, mia mamma e mio papà – ci sono solo io, quando ebbero me pensarono “E’ sufficiente così!”
Loro sono abbastanza giovani e comprensivi riguardo a certe cose, ma stava arrivando quel momento così ho detto “Papà, penso che quel rubinetto di sopra debba essere riparato.” e mia mamma rispose con “Quale rubinetto?” così le ho fatto l’occhiolino e gli ho detto che sarebbe stato meglio se fosse andato di sopra a dare una controllata. E lui disse “Sharon, se il resto del paese lo sta guardando, lo guarderò anche io.” ora vive rimpiangendo quella decisione. E’ diventato anche un po’ più cupo da quel giorno. Non è qualcosa che vorresti vedere tua figlia fare in televisione.”

In persona Sharon è molto più glam di Rae: spariscono le t-shirt in stile britpop e i leggins, e spuntano una spessa linea di eyeliner, con una lunga chioma alla Kim Kardashian raccolta in stile Audrey Hepburn. E’ anche molto divertente e ha una bella parlantina. Quando mi racconta dei suoi tatuaggi, incluso uno un po’ impertinente, le chiedo quali siano esattamente e che cosa dicano.

“Oh, parli proprio come mia madre. ‘Cosa sono questi Sharon? Cos’hai fatto? Dimmelo… dimmelo!’ “

Non riesco ancora a farmi dare una risposta diretta mentre sorride, svia le domande e ci affascina. Uno potrebbe essere una star e un altro potrebbe dire ‘Believe’. “Nooo, sembro così sentimentale,” ride e porta la conversazione in un’altra direzione. Non mi stupisco che sia riuscita ad evitare le punizioni quanto era un’adolescente alla Knightswood High School di Glasgow, con il suo comportamento da ragazza innocente.

“Facevo sempre divertire la gente intorno a me,” dice. “Ma ho un volto innocente, due occhi da cucciolo, e so sempre quando smettere di parlare. Arriverei a far irritare tutti e poi me ne starei zitta. Non ho mai ricevuto un esercizio di punizione in tutto il tempo che ho passato a scuola, anche se potrei parlare di esattamente cinque episodi in cui me lo sarei meritato.

Non solo Sharon riesce ad essere una convincente sedicenne, è anche in grado di fare un così buon accento del Lincolnshire, che quando apparì in Sherlock lo scorso Capodanno, venne subito lodata per il suo convincente accento di Glasgow. Per essere così brava con gli accenti ha cominciato ad esercitarsi quando era molto giovane.

“Eravamo soliti esibirci in giardino per i vicini e gli anziani del quartiere. Ero una bambina che diceva ‘Volete sentirmi cantare, vedermi ballare, o vedermi recitare qualcosa?’ e gli davamo del tè e del caffè e loro ci guardavano mentre ci esibivamo. A dire il vero facevamo semplicemente molto casino.”

Sharon è rimasta colpita dal mondo della recitazione molto presto, subito dopo che la sua zietta la portò a vedere Cenerentola a teatro. “Era il King’s o il Pavilion. Ad ogni modo, lasciò che io stessi in piedi sulla sedia per vedere e lo adoravo, qualcuno dietro di me disse “E’ proprio fatto per lei” e mia zia disse “Sì, è davvero fatto per lei.”
Quando li sentii chiamarmi Ella Mint pensai “Un giorno sarò Ella Mint, una star.”

“Ho sempre pensato che avrei fatto teatro o comedy. Provavo sempre a intrattenere chi mi stava attorno in qualche modo, ma non avrei mai pensato che sarei finita in TV. Non ero abbastanza carina o abbastanza brava per essere in televisione, e all’improvviso è arrivato My Mad Fat Diary.”

Il telefilm è basato su My Fat, Mad, Teenage Diary di Rae Earl, che a sua volta ha basato il libro sulle sue esperienze da adolescente che viveva con la madre e il gatto in una casa popolare di Stamford, Lincolnshire, negli anni ’80. Esso affronta temi come le malattie mentali, l’autolesionismo, la visione del proprio corpo e il sesso giovanile. Nonostante sia molto fedele e metta lo spettatore davanti alla dura realtà, riesce ad essere anche spiritoso, dolce e diretto allo stesso tempo.

Rae Earl vive in Tasmania ora, ma Sharon è in contatto con lei e le due sono diventate molto amiche, tanto che capita che Rooney la chiami per ricevere consigli su come recitare il suo personaggio.

“Parliamo di tutte le piccole cose che ci rendono simili. Dev’essere stato strano per lei vedere questa ragazza che non conosce interpretare la sua vita, abbiamo una speciale connessione,” dice. “Ma quanto do uno sguardo al passato e guardo ai miei anni dell’adolescenza non ero molto popolare. Ero solo la ragazza simpatica a scuola. Sono stata fortunta ad avere genitori fantastici e amici altrettanto meravigliosi e una nonna grandiosa e tutto ciò di cui avevo bisogno per crescere. Loro mi hanno fatto capire che andavo bene così. Ma chiunque sia stato giovane avrà avuto giorni in cui ha pensato ‘Oh, non ho proprio niente, niente! Sono una nullità.”
E va bene essere così, ma nei momenti più bui devi sempre sorridere. Piangere è caotico ed è uno spreco d’acqua. Io piango spesso, solo la vista di un carlino mi fa piangere.”

Sharon confessa di essere rimasta sorpresa quando ha scoperto di essere stata nominata come Miglior Attrice Televisiva, insieme  a Laurie Brett per Waterloo Road e Shirley Henderson per Southcliffe, nonostante My Mad Fat Diary le avesse già portato la stessa nomination lo scorso anno e la rese una breakout star ai Bafta del 2013.

“Non potrei essere più emozionata, specialmente dal momento che My Mad Fat Diary è stato il mio primo grande lavoro. E’ un onore e ne sono davvero felice. Prima che interpretassi questo ruolo ho fatto tre anni di Teatro nell’Educazione e a nessuno di Tesco interessava. Vivo in un mondo completamente diverso da quando sono stata presa per My Mad Fat Diary.”

Rooney in età è molto vicina a quella del suo pubblico. Questo le dà un’idea sul perché sia diventato così popolare?

“Non lo so,” dice. “Ma che tu sia un ragazzo o una ragazza, in sovrappeso magra, popolare o meno, c’è sempre qualcosa in cui rivedersi. Dalle cose imbarazzanti che fa alle sciocche scelte, o le malattie mentali per la parte più seria, la gente dice “Ci sono passata anche io” o “Sono così ora.” E’ molto vicino alla realtà, non addolciamo la pillola.”

Interpretare una teenager con tanti problemi fa sì che Sharon venga inondata di e-mail da parte di adolescenti che sperano che lei capisca i loro problemi.

“L’autolesionismo, la depressione, sono molto più diffusi di quanto le gente pensi. Le persone non  ne parlavano prima, mentre ora dicono ‘No, non sto bene.’ Io dico che se qualcuno ti vuole parlare dovresti ascoltarlo, anche se far parlare gli adolescenti è dura in ogni caso. Prima pensavo che di essere responsabile per il mondo intero, poi ho realizzato di non esserlo. Dico sempre alle persone che l’unica cosa che possono prendere come esempio da me è l’essere se stessi.”

“Molte persone mi vedono come Rae, non vedono Sharon. E’ dura quando ricevi lettere da persone che stanno avendo problemi e tu non sai cosa dirgli. Io non sapevo davvero cosa rispondere, ma ora so che devo consigliargli di affidarsi a figure professionali che potrebbero aiutarli e di non provare imbarazzo. Parliamo di sesso e alchool, perché non dovremmo parlare di malattie mentali? Non dovete avere paure. Io mi sono rotta una gamba cadendo da una sedia perché avevo bevuto troppo. Questo è molto più imbarazzante dell’essere depressi.”

Nonostante il titolo della serie televisiva, Sharon non vuole essere inclusa nel dibattito riguardante il proprio corpo e preferisce definirla poco rilevante.

“Il discorso diventa un po’ monotono, non è così? Perché non è solo Rae ad avere problemi con il proprio corpo, li hanno anche tutte le sue amiche e sono i loro problemi ad essere enormi e grassi. Il problema di Rae con sua madre è enorme e grasso. Questa è la storia di un’adolescente, ma non è né pazza né grassa. Lo scopo di My Mad Fat Diary è proprio riuscire a farle vedere quello che è, ovvero intelligente, divertente e fantastica. Questa ragazza è molto di più di come appare. L’unica cosa che è importante è la tua salute e la tua felicità, e se lo sei, allora va bene. Puoi fare grandi cose per cui essere ricordata, qualunque sia la tua taglia.

“Non sopporto tutta quella roba del tipo ‘Ama le tue curve’. Le vere donne sono vere, che abbiano una 38 o una 58, snelle o più in carne. I cervelli sono tutti uguali. Dobbiamo smetterla di pensare che le altre persone siano ciò che c’è di sbagliato, solo per farci stare meglio. La tua vita non migliorerà se avrai la pancia piatta, avrai ancora i conti da pagare e tutti gli altri problemi.”

Dopo la scuola, durante il suo lavoro presso un’edicola, si ritrovava spesso a studiare attentamente le copertine dei giornali pensando “Un giorno quella sarò io”.
Sharon ha studiato al Glasgow Nautical College e in seguito ha conseguito un bachelor in recitazione alla Hull University, che per coincidenza è stato anche quello di Rae Earl. “L’ho amato. Non sapevo che fosse possibile fare teatro tutto il giorno, ogni giorno. Pensavo che il college non sarebbe potuto essere così divertente, le lezioni erano davvero brillanti. Quando dissi che pensavo di non essere portata un’insegnante, una fantastica donna, mi disse “Certo che lo sei.”
Io pensavo che essere portata significasse essere carina e fotogenica e lei mi insegnò cosa significa in realtà. Quel momento è stato molto speciale.”

Dopo l’università decise di unirsi ai tour del Theatre In Education, esibendosi per bambini di diverse scuole per tre anni. Provò anche a mettere su qualche sketch divertente con la sua migliore amica, comica e attrice Anna Devitt.

“La nostra doppia recitazione è qualcosa che pensiamo continuamente di tornare a fare. Lei ce l’ha con me perché pensa che io non la porti ai Bafta solo perché porto mamma e papà, ma porterò anche lei! C’è sempre spazio per la tua migliore amica. Le faccio sempre queste sorprese; dovrebbero essere gesti carini ma non tutti li prendono così. Forse dovrei dirglielo.”

La tappa di Sharon ai Bafta sarà brevissima in quanto si sta esibendo in Mamma Mia! diretto da Phyllida Lloyd, ideatrice della versione interamente femminile di Henry IV al Donmar Warehouse e deve tornare sul palcoscenico domani sera.

“Non ho mai pensato che sarei stata in televisione, o che avrei mai interpretato un ruolo nella commedia di Shakespeare,” dice.  “Tutti erano perplessi sul motivo per cui mi avessero scelta per interpretare Lady Percy perché non sono la classica ragazza carina. E sono anche dislessica. Quando ho ricevuto il messaggio dal mio agente che mi diceva che avrei preso parte allo spettacolo di Shakespeare come Lady Percy al Donmar, diretto da Phyllida Lloyd, mi sono messa a ridere. L’ho chiamato dicendogli che ero sicura che ci fosse stato un errore. Sono una grandissima fan dei lavori di Phyllida Lloys e nella mia carriera non avrei mai pensato di fare Shakespeare. Pensavo che non facesse per me ma per le ragazze carine. Quanto mi sbagliavo! Quando ti dai una possibilità lo capisci totalmente ed è stato magnifico, specialmente essere nelle mani di Phyllida e nel suo team di donne. Mi ha fatto capire che Shakespeare è per tutti.”

Quella visione è nata da un certo numero di fan del telefilm che si sono radunati al Donmar per una dose di Shakespeare e dalle calde opinioni da parte della critica.

“Siamo 14 donne di tutte le età, forme, taglie ed etnie. Siamo davvero un gruppo divertente. Anche Karen Dunbar è nel cast ed è fantastica. Non ho mai incontrato nessuno di così genuino e familiare e magnifico. Sono sempre stata una sua grandissima fan. Mi è stata data la possibilità di fare qualcosa che non avrei mai pensato sarebbe potuto succedere.”

“Lady Percy non è slanciata, non è timida e ne ha avuto abbastanza. Deve badare ai figli, suo marito non le parla e lei è irritata perché non fanno sesso da molto tempo. Inoltre lui sta per partire in guerra e lei non sa se vuole che lui vada.”

“Mi sto divertendo così tanto che interpreterei questa parte per sempre e sono venute a vedermi così tante persone! Abbiamo avuto una Lulu – Lulu! Si è alzata alla fine e ha applaudito, ed Emma Thompson è stata così gentile. E’ una grande celebrità ed eccola lì, a dirci un sacco di cose carine. Questo lavoro è stato pieno di momenti meravigliosi che non avrei mai pensato di avere.”

Sharon è stata anche in Two Doors Down lo scorso anno, una comedy della BBC con Daniela Nardini e Doon Mackichan che tratta di una festa di Capodanno andata male, e quest’anno lei ha incontrato un altro dei suoi eroi quando ha ottenuto una parte in Hec McAdam, con  Peter Mullan e Keith Allen. Il film tratta di un senzatetto Scozzese che vive nelle stazioni di servizio e Sharon interpreta il ruolo di una giovane madre.

“Era una piccola parte ma sono stata così felice di averla ottenuta. Eravamo solo io e Peter ed era molto divertente perché lui è uno dei miei eroi. E’ così strano. Sono solo una piccola ragazza di Glasgow che aveva un grande sogno che all’improvviso sta diventando realtà. La mia bucket list sta diventando molto corta perché sto tracciando una riga su molte cose. Incontrare Phyllidia Lloyd, fatto; incontrare Olivia Colman, fatto; lavorare con Peter Mullan, fatto; essere in West End, fatto; e questa settimana Jackie Clune, che è in Henry IV era anche in Mamma Mia! e ha fatto fare qualcosa anche a noi, io ero Sophie. Mentre Phyllida guardava. Fatto, fatto, fatto!”

Chiediamo a Sharon Rooney cosa ha in serbo per il futuro e il dolce enigmatico sorriso ritorna. “Oh, non lo so. Beh, lo so, ma non so cosa dire. So che sono molto impregnata, per la televisione principalmente, insieme a un po’ di altre cose. Altre cose…” Poi serra le labbra ad arco di Cupido prima che si lasci sfuggire qualcosa di troppo.

Se Sharon non vincerà il Bafta come Milgior Attrice Televisiva stasera non le dispiacerà non dover camminare per ritirare il premio. Non per le sue scarpe, e neanche per la questione della masturbazione. No, è perché le fa male il fondoschiena.

“Mi sono stirata un musicolo mentre correvo sul palco. Ho continuato perché non potevo spiegare o dire nulla – beh, stiamo parlando di Phyllida Lloyd. Più tardi gliel’ho detto e lei mi ha risposto ‘Dentro o fuori?’ COSA?! Quindi sono Lady Percy, ma con una chiappa dolorante. E’ divertente quando mi trovo in queste situazioni, rimango un po’ sul ‘Wow. Questo sì che è interessante!’ sono ancora quella ragazza di Glasgow, sono ancora Ella Mint e spero che ciò non cambi mai.”

FONTE: SCOTSMAN.COM@JanetChristie2Traduzione di Maria Menduni

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