Mail Music Column: My Mad Fat Diary ed il Britpop

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Aprile 2014 essendo liberamente reputato come il ventesimo anniversario del Britpop, sembra adatto da concludersi con la seconda serie di My Mad Fat Diary.

Nella prima serie, entriamo nella problematica vita di un gruppo di teenager cresciuti negli anni ’90.
Guardato sia da teenagers che Britpoppers, ogni episodio mi ha colpito e il diario di  Rae Earl mi ha reso nostalgica; la mentalità scolastica dell’epoca è riportata così bene nel diario da fare quasi paura: c’erano i gruppi dei “fighi”, quelli con i bei vestiti, quelle con i capelli lisci e magre come uno stecco, le Stacey. E poi c’eravamo noi, i Britpoppers, o i ‘Greebos’ così eravamo nominati. Un appellativo di cui non mi vergognavo. Senza mai conformarci era quasi bello essere diversi e avere il nostro titolo, era qualcosa di figo.

E all’interno del nostro gruppo c’era una Rae, un Finn, un Chop ed una Chloe; ogni personaggio sembra una copia a carboncino di tanti miei amici; ognuno di loro aveva un propria piccola battaglia, come i personaggi sopracitati, e non trovo difficile emozionarmi per la crescita di Rae.
In quei giorni in cui non avevamo i telefoni cellulare, non avevamo internet e se dovevamo comunicare, usare la linea telefonica diventava una minaccia poichè spesso veniva revocata a causa di enormi bollete,è bello ricordarsi come i ragazzi comunicavano. Andare a piedi a casa degli amici, tirare su la cornetta e rispondere per organizzarsi ed incontrarsi, e a volte scrivere lettere per esprimere noi stessi. Era onesto e sincero, come questa serie.
Sharon Rooney interpreta Rae in modo magnifico, così sincera ed aperta che non è difficile innamorarsi di lei, in ogni episodio riesce a riprendersi ed amare se stessa.
Nico Mirallegro ha fatto quel salto dallo strano con i capelli neri di Newt in Hollyoaks al mago del sesso Finn in My Mad Fat Diary, il cui amore per Rae ha sciolto il cuore delle donne.
La coppia insieme riesce a rendere quella prima fase amorosa nella vita di un teenager, accettando che non è tutto cuori e mix tapes, e non c’è nessuno libro a spiegarti come affrontarlo.
E non dimentichiamoci della soundtrack: sentire i Shed Seven e i The Charlatans ogni settimana nella mia tv è stato gioioso, qualcosa di diverso da quello a cui sono sottoposti i giovani di oggi, quindi grazie E4 per aver commissionato quello che è stato una gioia da vedere, e a  Rae Earl: grazie per aver avuto il fegato di mettere allo scoperto quello che noi abbiamo nascosto nell’armadio.
È stato un grandissimo piacere.
To be continued…?

Articolo di Annie Lees
Traduzione Roberta Grella
FONTE: HARBOROUGHMAIL.CO.UK

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