My Mad Fat Diary dietro le quinte – Intervista a Sharon Rooney

unnamedMy Mad Fat Diary dietro le quinte – Intervista a Sharon Rooney

Raccontando le difficoltà di Rae Earl nel combattere la malattia mentale e anche i problemi tipici della sua età, My Mad Fat Diary si presenta come un ritratto aspro, onesto e realistico dell’adolescenza.
Può spezzarti il cuore a volte, ma allo stesso tempo riesce ad essere davvero divertente ed, essendo ambientato durante il boom del Britpop, è accompagnato da una vivace colonna sonora in stile anni
90.
Il successo della serie deve molto all’incredibile interpretazione di Sharon Rooney, nominata nel 2013 ai BAFTA (il premio britannico per i nuovi talenti del cinema e della Tv), come protagonista della storia e autrice del “ mad fat diary”.

La voce che mi saluta dall’altra parte del telefono è una vera sorpresa: calda e con un accento di Glasgow, senza nessuna traccia della forte cadenza del Linconshire del suo personaggio.

Ciao! Grazie per aver accettato di chiacchierare un po’ con me, adoro My Mad Fat Diary! Quando è stata la prima volta che hai sentito parlare della serie televisiva e cosa ti ha spinto a fare l’audizione?

Ciao e grazie a te! Be’ all’inizio ero indecisa, non volevo fare l’audizione. Ma il mio agente mi ha contattato e mi ha detto che invece avrei dovuto, ho quasi perso l’occasione. Ora sono felice di averlo fatto. Ho letto il copione e ho pensato subito che fosse semplicemente splendido, adoro gli anni 90 e ho amato il personaggio di Rae fin dal primo istante.

Che differenze ci sono state fra le due stagioni?

Sono state diverse nel senso che nella seconda si erano già creati dei legami con gli altri componenti del cast e della troupe, quindi è stato bello ricominciare.

Sembrate tutti così amici sui social network, i nuovi arrivati come Turlough Convery (Liam) si sono adattati bene sul set?

I nuovi si sono tutti inseriti molto bene nel gruppo e siamo diventati tutti ancora più amici! Dietro le quinte, di solito sono quella che sta seduta ad imparare le proprie battute e si tiene fuori dai guai. Stiamo tutti lì a passare il tempo ridendo come se fossimo amici da una vita, scattandoci foto, postando cose su twitter e chiacchierando.

Gli altri componenti del cast sono simili ai personaggi che interpretano? Sembra che tutti voi portiate aspetti della vostra personalità nella storia.

Sì, credo che ognuno di noi dia ai personaggi una sfumatura personale e sul set mostri se stesso attraverso loro. Jordan (Chop) è così divertente, quando giro scene con lui finiamo sempre a ridere perché è proprio come il suo personaggio. Chop ha sempre la battuta pronta nel telefilm, esattamente come Jordan nella realtà.

Ti saresti mai aspettata una così calda accoglienza per questa serie? O di essere nominata ai BAFTA?

Non credevo che avrebbe ottenuto un così grande successo! La nostra principale preoccupazione era che Rae dovesse piacere agli spettatori fin dal primo episodio, dal momento che è in quasi tutte le scene. Ma siamo tutti davvero colpiti dall’amore di chi ci segue e siamo davvero grati per come la serie è stata accolta.

Questo telefilm si differenzia molto per le tematiche che vengono trattate da quello che passa di solito in TV; adoro il suo essere così vero e onesto. Come ti sei preparata per affrontare le questioni problematiche messe in scena nella serie? Quando leggi il copione pensi a come lo rappresenterai sullo schermo?

C’era molta pressione su tutti noi perché trattassimo nel modo giusto le problematiche messe in scena nella serie. Migliaia di persone lottano con questi problemi o li hanno affrontati in passato. Volevamo farle sembrare reali per la gente reale. Ed è questo quello che riesce a fare Tom Bidwell, scrive così bene. Leggo il copione e non mi viene in mente nulla da cambiare perché lui trova sempre le soluzioni migliori. Ma se mai mi capitasse di leggere qualcosa che mi faccia pensare: “ No, non riuscirei a fare questa cosa.” o “Non lo voglio fare.” non sarebbe un problema chiedergli di cambiare quella parte e credo che lui non avrebbe difficoltà a modificarla.

Ricevi mai dei messaggi dai fan della serie riguardo ai temi affrontati?

Ricevo tantissimi messaggi da molte persone che stanno vivendo le stesse esperienze dei personaggi o le hanno vissute in passato. È sempre difficile quando mi chiedono consigli, perché purtroppo non posso fare molto, anche se vorrei. Dico sempre di parlarne con un dottore, o con la loro famiglia, o con gli amici. Vorrei davvero avere le risposte giuste per tutti.

Il telefilm è ambientato negli anni 90, ma rimangono attuali i temi affrontati: la malattia, le relazioni, la scuola e gli amici. In che modo credi che il periodo storico dell’ambientazione li rifletta?

Avevo solo 7 anni negli anni 90 e avevo un’ossessione per le Spice Girls – al contrario di Rae! Questi problemi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, cambia solo il modo di affrontarli. Quello che mi piace di My Mad Fat Diary è che non ci sono cellulari e, allora, l’amicizia, le relazioni, i litigi vengono vissuti faccia a faccia – noi a casa non avevamo neanche il telefono fisso! Quando litigavo con i miei amici, dovevo fare esattamente come fanno Rae e la “gang” e, quindi, andare fino a casa loro per cercare di risolvere tutto. E a dire il vero, era molto imbarazzante!

È letteralmente come una porta sbattuta in faccia!

Esattamente! Come il litigio tra Rae e Archie, quante porte sbattute in faccia! Ma la parte in cui Archie va sotto casa di Rae e canta per lei è molto dolce. Certo, senza i social network e tutto il resto, è molto più imbarazzante per gli amici della “gang” quando combinano guai.

Conoscevi già gli altri membri del cast prima di iniziare le riprese?

No, nessuno di noi conosceva gli altri ma abbiamo fatto subito gruppo. Conoscevo Dan (Archie) solo da tre settimane quando ci siamo dovuti baciare. Mi mancano sempre tutti quando finiscono le riprese, è come tornare a casa dopo la migliore vacanza di sempre e vorresti solo poter continuare a viverla. Sto seduta a casa pensando a cosa fare! Fortunatamente mi tengo impegnata. Come ho detto, siamo diventati subito amici e credo sia per questo che tutti amano la “gang” così tanto.

È stato simile al momento della prima stagione quando tu avevi appena conosciuto tutti?

Sì, esattamente così.

Ti sei sentita più sotto pressione durante la seconda stagione?

C’è stato decisamente uno sforzo maggiore perché dovevamo essere all’altezza della prima stagione. Dovevamo migliorare, impersonificarci di più nei personaggi e svilupparli.

Hai un episodio preferito?

Ogni episodio ha le sue qualità particolari e delle parti che adoro. Chiedermi qual è il mio episodio preferito è come chiedere ad una madre qual è il suo figlio preferito!

Questa è davvero una bella spiegazione. E, invece, fra le cose che dice Rae c’è una frase che preferisci?

Rae parla così tanto, anche in questo caso sono in difficoltà! Però adoro quando Kester dice a Rae : “ Da ora in poi, o le persone ti accettanno per quello che sei, o possono andare a farsi fottere!” Adoro il loro rapporto nel telefilm. E Ian Hart (Kester) è davvero una persona adorabile.

C’è qualcosa che hai letto nel copione che ti ha fatto sospirare “Rae, perché?!”come fanno spesso gli spettatori a casa?

Sì, nel quinto episodio quando Finn dice che si sta trasferendo a Leeds e dice: “Non ho nessuna ragione per rimanere qui.” Abbiamo dovuto girare quella scena un sacco di volte perché continuavo a rispondere “Io!Continuavo a pensare: “Io! Io! Io!

Tutti a casa tifavano “Rae! Rae! Rae!” e lo scrivevano su Twitter, dove sembra che abbiate avuto un gran successo!

Mi arrivano davvero così tanti tweet che è incredibile, non so nemmeno cosa rispondere. Li leggo e penso: “Cosa dovrei rispondere? Cosa devo fare?!” È davvero divertente leggerli, ma anche strano.

La serie è basata sul libro My Fat Mad Teenage Diary scritto dalla vera Rae Earl, com’è stato incontrarla?

Ho appena messo una foto in cui siamo insieme su Instagram, questa mattina! Adesso abbiamo stretto amicizia, incontrarla per la prima volta è stato davvero incredibile e fantastico.

Sicuramente è orgogliosa della serie.

Spero di sì.

Fonte

Di Tanyel Gumushan

Giornale: The National Student

Traduzione di Maddalena Milillo

 

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