It’a Mad, Fat world – intervista a Rae Earl

Non credo che potrei fare ciò che faccio se non fossi in grado di separare il mio io adolescente da quella che sono ora… È così che, in un certo senso, posso lasciarlo uscire fuori e permettergli di fare le sue cose.
Per molte persone ricordare la propria adolescenza può essere insopportabilmente doloroso, pieno di imbarazzo e angoscia, e mischiato con un sentimento di nostalgia e con una visione data dalle esperienze dell’età adulta. L’adolescenza della scrittrice Rae Earl è attualmente sotto i riflettori nel ruolo della protagonista centrale della serie televisiva My Mad Fat Diary, basata sui diari personali della Earl, pubblicati nel 2007 e nel 2014. La serie televisiva, scritta da Tom Bidwell, è un racconto romanzato dei suoi diari e, nonostante la Rae della televisione intraprenda e viva esperienze differenti da quelle della vera Rae, la Earl ha affermato, “La Rae del telefilm fa cose che io non ho fatto, ma mai nulla che io non avrei pensato fare o che non avrei fatto in un universo parallelo… Non prende mai strade che io stessa non avrei preso e penso che questo sia davvero molto importante.
In sostanza, la serie include le tipiche ansie e drammi adolescenziali all’interno delle dinamiche sempre più movimentate della cerchia di amici della protagonista e delle sue paure nei confronti del sesso. Tuttavia, queste tribolazioni sono accompagnate dalla lotta di Rae per conquistare un senso di normalità dopo un periodo di ricovero in un reparto psichiatrico, vissuto a soli 16 anni.
I diari e la serie seguono la battaglia continua e tortuosa di Rae contro l’ansia, l’autolesionismo e un disturbo ossessivo-compulsivo, di cui la Earl dice “Riflette la situazione in cui mi trovavo a quel tempo.

Come la maggior parte dei diari, è la loro natura di confessione che incontra il favore del pubblico, permettendo di esplorare la mentalità e le emozioni dell’individuo in questione, e il suo rapporto con il mondo in un specifico momento del tempo. Nei diari pubblicati dalla Earl, si può notare il fatto che temesse una violazione dell’intimità dei suoi pensieri più profondi. L’uso di pseudonimi correlati alla sfera degli alimenti (Haddock, Battered Sausage), attribuiti ai principali attori nella sua sfera sociale, evidenzia la sua lotta contro il cibo, e allo stesso tempo la sua dipendenza da esso come fonte di consolazione nelle situazioni più difficili.

Considerata la natura prudente della Earl adolescente, quando i suoi diari sono stati pubblicati ha avuto timore per la reazione dei lettori? “Non volevo creare difficoltà a nessuno, perciò c’è stato un grosso processo di revisione e un processo morale per decidere cosa includere e cosa no, e ho dovuto scartare davvero delle ottime storie.” Quelle che sono state incluse, però, sono resoconti estremamente consapevoli e dolorosamente onesti della percezione che la Earl aveva di sé a quel tempo, quando il suo rapporto problematico col cibo stava bloccando in modo determinante il suo sviluppo e il suo amore per sé stessa. È la sua completa sincerità che fa di questi diari una lettura fresca, nuova e memorabile, e come ha detto la Earl, “Molte persone hanno sperimentato le stesse cose o si sono trovare nella mia stessa situazione di allora… Loro potrebbero ricavare molto dalla mia esperienza.

L’adattamento televisivo di Tom Bidwell dei diari mantiene il fulcro della storia sulla lotta di Rae con la stigmatizzazione e la percezione della malattia mentale nel mondo degli adolescenti, dove l’insicurezza e la diversità vengono sfruttate a proprio vantaggio senza pietà. La Earl crede che lo stigma attorno alla malattia mentale e alla sua cura esista ancora oggi, e ricorda il suo orrore dopo aver scoperto in un recente servizio giornalistico che gli adolescenti vengono ancora curati negli stessi reparti psichiatrici degli adulti come successe a lei negli anni ’80.
Una cosa che non riesce neanche a spiegare è quanto siano importanti la famiglia e gli amici, soprattutto il supporto di sua madre, con cui ha un rapporto tumultuoso, “Il sostegno della famiglia e degli amici nei periodi difficili è fondamentale.” La Earl ha lodato la capacità di Sharon Rooney, che interpreta la Rae adolescente, e di Claire Rushbrook, che interpreta sua madre, nel portare sullo schermo il loro rapporto complesso e sfaccettato in modo così realistico, “ Penso che sia stato molto difficile mantenere l’equilibrio tra amore e ostilità nel rapporto, ma loro hanno trovato il modo migliore per farlo.

Il telefilm è ambientato nel 1996, all’apice degli anni della “Cool Britannia”, invece che negli anni ’80, anni in cui la vera Rae è cresciuta. La Earl crede che la serie televisiva potesse essere ambientata in qualunque epoca, vista l’universalità dei temi presi in considerazione, tuttavia l’avvento di internet e dei cellulari avrebbe alterato inevitabilmente i problemi che le persone come Earl si sarebbero trovate ad affrontare. Considera che l’elemento del pubblico influenzi il modo di scrivere di una persona, e smentisce ogni convinzione sul fatto che i blog abbiano rimpiazzato o rimpiazzeranno mai i diari come punto di sfogo delle proprie confessioni. “In un diario puoi semplicemente rinchiudere tutti i tuoi pensieri , è solo per te, è una cosa personale che non vedrà mai nessuno… Puoi essere completamente onesto e non sempre gentile e non sempre gradevole.
Inoltre, soprattutto nella seconda stagione, uno dei messaggi chiave è l’importanza di amarsi e di essere sicuri di sé e, riguardo a questo, la Earl ha affermato che sia lei che Bidwell considerano questi concetti estremamente importanti soprattutto nel campo delle relazioni romantiche. “Credo che bisogni risolvere i propri problemi prima di pensare di iniziare una relazione. Non puoi aspettarti che qualcun altro li risolva per te, per quanto possa amarti, non può, devi pensarci da solo.” Questo è particolarmente evidente nel continuo bombardamento che Rae subisce ogni giorno sotto forma di campagne mediatiche, come la pubblicità “Hello Boys” della Wonderbra che rafforza il giudizio già negativo di Rae rispetto al suo peso e alla percezione del suo corpo. La scrittrice racconta di aver visto queste pubblicità quando era ragazza e di aver pensato, “Se io fossi così la mia vita sarebbe perfetta. Come si sa, in realtà la vita di molte modelle è tutto tranne che perfetta, ma nessuno lo riesce a vedere, vediamo solo quello che gli agenti pubblicitari vogliono che vediamo.” La reazione di Rae di fronte a queste immagini e la loro abilità nello scatenare le sue insicurezze più profonde riescono a evidenziare le nevrosi profondamente radicate nelle menti delle adolescenti e l’impatto che certe idee diffuse possono avere sulla nostra salute mentale.
La Earl si è consultata personalmente con Bidwell per parlare della direzione e della scrittura della serie e si è complimentata con lui per aver compreso le emozioni, la mentalità e l’essenza di Rae in questo periodo formativo della sua vita. Il telefilm, ritiene la scrittrice, è mandato avanti dal grande talento dell’attrice Sharon Rooney e non è sorpresa, perciò, dal fatto che le sia stato conferito l’onore di essere nominata ai BAFTA Breakthrough Brit (il premio britannico per i nuovi talenti del cinema e della Tv). Questo riconoscimento è ancora più notevole se si considera il fatto che la Earl e la Rooney non si erano mai incontrate prima che iniziassero le riprese della serie, ma nonostante ciò Sharon Rooney, incredibilmente, è stata in grado di catturare al meglio il carattere della vera Rae Earl.

La scrittrice ha smesso di scrivere diari nel 1991 e ha ripreso solo recentemente; però crede che questi nuovi diari non troveranno l’interesse del pubblico visto che seguono la crescita di suo figlio Harry e dice, “Chi vorrebbe leggere una cosa del genere se non la sua famiglia e sua madre?” Tuttavia, in seguito alla pubblicazione dell’ultimo volume dei suoi diari, My Madder Fatter Diaries, e in seguito alla seconda stagione di My Mad Fat Diary, l’io adolescente di Rae Earl continua ad essere una presenza confortante e piacevole per innumerevoli persone, dando voce a chi non ha ancora potuto condividere le proprie esperienze in un modo così sincero, divertente e commovente.

Intervista di Ciara Forristal.
Traduzione di Maddalena Milillo.
FONTE: TN2MAGAZINE.IE

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