My Mad Fat Diary, Skins e la realtà

Pochi giorni fa, precisamente il 5 Marzo, Jamie Brannan, studente della University Of California, ha pubblicato un brillante articolo riguardante My Mad Fat Diary sul giornale studentesco online.
Jamie parla del telefilm mettendolo continuamente a confronto con il Skins e con la realtà nella quale siamo inseriti.
Il nostro staff ha deciso di tradurlo per voi, fateci sapere cosa ne pensate!

Le vicende che si svolgono nelle scuole superiori sono un appuntamento fisso in TV. Conosciamo tutti i luoghi comuni ed è una sorta di tradizione seguire film e telefilm americani ambientati nelle scuole superiori. I personaggi, come molti giovani nella realtà, lottano per acquistare popolarità, i nerd si vendicano, gli sportivi si comportano da stupidi e le ragazze diventano carine e non sono più messe in disparte. A volte queste storie vengono raccontate in musical o nei fumetti. Il bello è che sappiamo tutti che spesso queste storie raccontate non sono molto realistiche ma hanno comunque successo. La serie TV inglese “Skins”, in onda su Channel 4, ha causato delle divergenze ma i personaggi sono comunque affascinanti e vivono in pieno la loro giovinezza fino alla settima stagione, quando si ritrovano ad affrontare la realtà della vità e il mondo degli adulti.

Ma questi tipi di show aiutano veramente le persone nella vita reale? Esiste veramente uno show diverso, positivo, che intrattiene e che non mette da parte i drammi adolescenziali deludendo chi lo guarda?
La risposta è ‘My Mad Fat Diary’, con protagonista Sharon Rooney che interpreta Rae Earl, una ragazza che, per la nostra società, non sarebbe definita bella che si ritrova ad affrontare i problemi della vita reale dopo aver passato alcuni mesi in un ospedale psichiatrico. Rae non rappresenta il luogo comune di femminilità che tutte le donne cercano e che, spesso, provoca loro ansia. Lei è semplicemente se stessa e si comporta in modo tale, ma i personaggi che la affiancano durante tutta la serie mostrano che spesso non è facile accettare se stessi per quello che si è.
Il bello di questa serie è che ogni personaggio, senza contare la prima impressione che il pubblico può farsi su di loro, ha il suo segreto e qualcosa che deve affrontare, compreso le malattie mentali che spesso vengono ignorate. Questo non vuol dire che affrontano tali situazioni in modo drammatico – come accade in Skins – ma in MMFD vediamo come gli adolescenti e gli adulti fanno fronte a queste situazioni a modo loro. My Mad Fat Diary parla di problemi adolescenziali o di relazioni senza essere troppo drammatici o troppo romantici, ed è senza ombra di dubbio molto realistico sulle consegueze di ogni azione svolta nel telefilm. Lo show oltre ad intrattenere le persone, cerca di dare consigli a coloro che si ritrovano in situazioni simili ma non ne parlano con nessuno.
Il titolo e l’accento inglese potrebbero ricordarvi ‘Il Diario Di Bridget Jones’, ma vi sbagliate e paragonare le due cose. Sharon Rooney interpreta Rae, una ragazza che non nasconde il suo aspetto e non cambia se stessa come ha fatto Renée Zellweger ‘nascondendo’ il suo peso. La trama di MMFD non è il risultato di romanzi classici ma racconta la vera storia descritta nei diari di Rae Earl. Sicuramente Rae è divertente e simpatica come Bridget, ma il suo mondo non è una commedia; questo show non parla solo di peso, ma parla anche di come vengono valutate e giudicate le donne.
Anche se nella realtà inglese ci sono tanti tipi di culture e popoli di nazionalità diversa a contatto, nella serie le diversità dei personaggi sono in duro contrasto con gli stereotipi ormai insidiati nella società. Mentre Skins ha impiegato sette stagioni a far arrivare i personaggi nella vita reale, MMFD acquista importanza nella storia delle serie TV per teenagers mettendo i problemi reali degli adolescenti in evidenza da subito. Rae è una specie di eroina che affronta la vita reale e nello stesso tempo va dallo psicologo e riesce ad equilibrare le due cose.
My Mad Fat Diary” è un clamoroso passo nella giusta direzione di rappresentanza delle donne nella storia della televisone, è qualcosa di cui avremmo più bisogno qui negli Stati Uniti. La stessa femminilità che cercano tutte le donne pur essendo belle a loro modo rappresenta la diversità e i problemi reali che spesso le danneggiano.

Gli adolescenti americani spendono più di 10 ore al giorno a guardare la tv, film, ascoltare musica, leggere e navigare in internet. Il Represantation Project ha verificato che il 53% delle ragazze 13enni sono infelici con il loro corpo e la cosa peggiore è che le 17enni che non sono contente del loro corpo sono di più, il 78%. Il numero aumenta con l’aumentare delle ragazze che perdono l’autostima. Da pubblico e da consumatori abbiamo il potere di provocare l’effetto contrario, introducendo tutti i tipi di persone degli show, in modo tale da mostrare la bellezza do ognuno che ci circonda e la bellezza di noi stessi.

FONTE: THE BOTTOM LINE
Traduzione a cura di Nora Barnoussi.

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